Un esemplare eccezionale svela l’adattamento dei rettili marini nei mari giurassici
Il ritrovamento del fossile di plesiosauro MH7, rinvenuto nei celebri depositi di Holzmaden in Germania, ha fornito agli scienziati un’opportunità rara e preziosa: osservare da vicino l’evoluzione dei plesiosauri nel Giurassico inferiore, circa 183 milioni di anni fa. Lo studio dettagliato di questo esemplare, identificato come Plesiopterys wildi, apre nuovi scenari sull’origine e la distribuzione di questi enigmatici rettili marini in Europa.
Una mandibola che racconta una storia evolutiva
La recente analisi anatomica del cranio e della mandibola dell’esemplare ha permesso ai ricercatori di decifrare dettagli finora sconosciuti sull’apparato cranico dei plesiosauri primitivi. Il fossile mostra una struttura subadulta, ben diversa dall’unico altro esemplare di P. wildi conosciuto, identificato come SMNS 16812, più giovane e meno completo.
Tra gli elementi osservati: il dentario, il giugale, la premaxilla, la mascella, e la cresta sinfisaria – tutte componenti fondamentali per capire non solo il processo evolutivo della specie, ma anche la sua specializzazione alimentare e adattamenti ecologici. La preservazione dettagliata della mandibola ha dato modo di ipotizzare una diversificazione precoce nei plesiosauri, ben prima della comparsa di gruppi più evoluti come i criptoclididi.
Un’ipotesi rivoluzionaria sull’origine regionale dei plesiosauri
Uno degli aspetti più affascinanti dello studio riguarda la regionalizzazione evolutiva. I ricercatori ipotizzano che P. wildi fosse endemico dell’antico mare epicontinentale europeo, un ambiente marino interno che copriva gran parte dell’attuale Europa durante il Giurassico. Questo suggerisce che diverse comunità di plesiosauri si sarebbero evolute in isolamento geografico, dando vita a linee evolutive uniche nei vari bacini marini.
La filogenesi ricostruita grazie a MH7 indica che P. wildi rappresenta una forma basale dei plesiosauroidi, strettamente imparentata con Franconiasaurus brevispinus. Ciò segna un passaggio importante verso forme più derivate dei criptoclididi, che domineranno i mari nel Giurassico superiore. La scoperta, quindi, non solo riempie un vuoto nel registro fossile, ma ridefinisce le tappe evolutive dei plesiosauri.
Implicazioni più ampie per la paleontologia marina
L’analisi di questo fossile offre un raro sguardo su un momento chiave nella storia della vita marina. I plesiosauri erano già in fase di specializzazione ecologica molto prima del previsto, il che implica un livello di adattamento ambientale sofisticato in risposta ai cambiamenti nei mari giurassici.
Inoltre, grazie alla conservazione eccezionale dei tessuti molli, inclusa la pelle fossilizzata, lo studio fornisce dati inestimabili anche su aspetti poco noti della biologia di questi animali, come la morfologia cutanea e il possibile ruolo del tegumento nell’idrodinamica del nuoto.
Nuove domande, nuove scoperte
Questa scoperta apre la strada a una serie di nuovi interrogativi: esistono altri esemplari adulti ancora nascosti nei sedimenti di Holzmaden o in altri siti europei? Plesiopterys wildi è veramente rappresentativo di un clade endemico o rappresenta un passaggio evolutivo transitorio?
Ogni nuova analisi, ogni frammento ritrovato, contribuisce a comporre un affresco sempre più dettagliato e affascinante di un’epoca in cui i rettili marini dominavano gli oceani. E se un singolo esemplare può rivoluzionare la nostra visione del passato, la paleontologia continua a dimostrare quanto il presente abbia ancora da imparare dalla storia sepolta nelle rocce.