Una coppia stellare tragica come Romeo e Giulietta
In un angolo relativamente vicino della nostra galassia, due nane bianche stanno danzando una spirale mortale l’una attorno all’altra, in un abbraccio gravitazionale che porterà inevitabilmente alla loro distruzione. Come gli sfortunati amanti shakespeariani, queste stelle sono segnate da un destino ineluttabile: la loro fusione culminerà in una supernova di tipo Ia, uno degli eventi più spettacolari e distruttivi dell’universo.
Il sistema binario più massiccio mai osservato
La scoperta, che sta entusiasmando la comunità scientifica, riguarda il più massiccio sistema binario di nane bianche mai confermato. La loro massa combinata è pari a 1,56 volte quella del Sole, e la distanza che le separa è appena 1/60 dell’unità astronomica (la distanza tra la Terra e il Sole). Un livello di prossimità così estremo che, per gli scienziati, la catastrofe non è questione di “se”, ma solo di “quando”.
A oggi, le due stelle orbitano l’una attorno all’altra ogni 14 ore, ma nei prossimi miliardi di anni, l’orbita si restringerà gradualmente fino a comprimersi in un ciclo di appena 30-40 secondi prima del collasso.
Come nasce una supernova di tipo Ia
Le supernove di tipo Ia sono eventi fondamentali per l’astronomia: servono da “candele standard” per misurare le distanze cosmiche grazie alla loro luminosità prevedibile. Ma la loro origine è stata a lungo oggetto di dibattito. Una delle teorie principali ipotizzava che fossero generate dalla fusione di due nane bianche, e ora questo sistema rappresenta la prima prova concreta a supporto di questa ipotesi.
Quando la gravità avrà fatto il suo corso, una delle due stelle inizierà a trasferire massa all’altra. Superato un certo limite, il processo innescherà una reazione a catena devastante: una detonazione quadrupla. La prima esplosione si verificherà sulla superficie della stella che ha acquisito massa, seguita dal collasso del suo nucleo. Questo, a sua volta, scatenerà due esplosioni gemelle anche sull’altra nana bianca.
Una catastrofe spettacolare… ma lontana
Nonostante la drammaticità dell’evento, la Terra non corre alcun pericolo. Il sistema si trova a circa 150 anni luce da noi — relativamente vicino in termini cosmici, ma comunque abbastanza distante da non avere alcun impatto diretto. Inoltre, l’esplosione vera e propria è prevista tra 23 miliardi di anni, ben oltre l’orizzonte temporale della vita del nostro Sole.
Quando accadrà, però, sarà visibile anche dalla Terra (se ci sarà ancora qualcuno a guardare). La luce della supernova sarà fino a dieci volte più brillante della Luna piena e circa 200.000 volte più luminosa di Giove nel nostro cielo notturno. Uno spettacolo cosmico che testimonierà la potenza creativa e distruttiva dell’universo.
Un laboratorio cosmico per l’astrofisica
Questa osservazione rappresenta un momento storico per l’astrofisica, perché permette di studiare da vicino un fenomeno finora solo ipotizzato. La possibilità di monitorare un sistema binario in una fase così avanzata del suo ciclo evolutivo apre nuove prospettive nello studio delle supernove, della materia degenerata e dell’evoluzione stellare.
Inoltre, la scoperta mette in evidenza l’importanza crescente dei grandi telescopi ottici, utilizzati per confermare la struttura compatta e la massa del sistema. Gli strumenti all’avanguardia stanno permettendo di osservare fenomeni prima considerati troppo distanti o rari per essere studiati in dettaglio.
La bellezza di un finale annunciato
Come la tragedia di Romeo e Giulietta, anche questa storia ha un epilogo scritto nelle stelle. Eppure, sapere in anticipo come finirà non rende meno affascinante la narrazione. Anzi, ogni nuovo dato che raccogliamo su questo sistema ci avvicina a comprendere i meccanismi profondi che regolano la vita e la morte delle stelle. In un certo senso, osservare queste nane bianche danzare lentamente verso la distruzione è come leggere una poesia cosmica, scritta con il linguaggio della fisica e dell’energia.