Un faraone sconosciuto riemerge da un passato oscuro
Una scoperta straordinaria è emersa nel cuore del deserto egiziano: una tomba di 3.600 anni fa è stata rinvenuta sotto sette metri di sabbia nella necropoli di Anubis Mountain, ad Abydos, una delle più antiche città sacre dell’antico Egitto. Al suo interno, i resti di un faraone sconosciuto, appartenente alla misteriosa dinastia di Abydos, gettano nuova luce su un periodo poco documentato della storia egiziana.
Il mistero di un nome cancellato
La tomba, scoperta da un team guidato dall’egittologo Josef Wegner, si distingue per la sua architettura monumentale e per una serie di camere funerarie con volte in mattoni alte fino a 5 metri, che conducono a una camera in calcare. Tuttavia, un dettaglio ha lasciato gli studiosi perplessi: il nome del re è stato cancellato dai geroglifici, probabilmente da antichi tombaroli, rendendo impossibile, per ora, una sua identificazione certa.
Gli archeologi sperano che i vasi canopi – contenitori rituali che spesso riportano il nome del defunto – possano offrire una chiave per svelare l’identità del re sepolto. Finora, questi oggetti non sono stati trovati, ma gli scavi continueranno nei prossimi mesi.
Un’epoca di conflitti e frammentazioni
Il periodo a cui risale la tomba – tra il 1640 e il 1540 a.C., noto come Secondo Periodo Intermedio – fu segnato da instabilità politica e dalla frammentazione del potere tra più regni egizi. In quel contesto, la dinastia di Abydos si affermò come uno dei centri di potere locali, in guerra con altri faraoni per il controllo del territorio.
Il nuovo ritrovamento si inserisce in una rete di nove tombe reali già identificate nell’area da Wegner, tra cui quella di Seneb Kay, un altro re della dinastia di Abydos, la cui morte violenta in battaglia è testimoniata da 22 ferite traumatiche sullo scheletro.
Una necropoli che sfida la storia ufficiale
Abydos si conferma così non solo come centro religioso dedicato al culto di Osiride, ma anche come cimitero reale, forse una vera e propria “Valle dei Re” alternativa, che ospitava faraoni rimossi dalle narrazioni dominanti. “È un’intera realtà regale dimenticata,” afferma Wegner, “una dinastia cancellata dalla memoria e ora in fase di riscoperta.”
Il team ha già individuato altri due nomi possibili per il faraone sepolto: Senaiib e Paentjeni, entrambi re documentati in iscrizioni minori ma le cui tombe non sono ancora state ritrovate. Questa nuova sepoltura, per dimensioni e importanza, potrebbe appartenere a uno di loro.
Archeologia e riscoperta: un puzzle ancora da completare
La scoperta si inserisce in una stagione di rinnovato interesse per gli aspetti meno noti dell’antico Egitto, spingendo a riconsiderare le fonti storiche e le gerarchie tradizionali dei faraoni. Il fatto che queste tombe siano così elaborate, ma allo stesso tempo dimenticate, suggerisce che molti sovrani locali abbiano avuto un ruolo ben più importante di quanto si credesse.
Il lavoro nel sito di Anubis Mountain non è finito: i ricercatori intendono proseguire le indagini nell’area “considerevole” circostante, alla ricerca di nuove tombe, oggetti rituali, e prove scritte che possano completare il puzzle dinastico di Abydos. Le prossime stagioni di scavo potrebbero riservare ancora sorprese.