Una lettera aperta per difendere la conoscenza e le istituzioni scientifiche
Un gruppo di oltre 1.900 scienziati statunitensi ha deciso di rompere il silenzio, rivolgendosi direttamente al popolo americano con un appello urgente. In una lettera aperta carica di preoccupazione, i ricercatori – membri delle prestigiose Accademie Nazionali delle Scienze, dell’Ingegneria e della Medicina – denunciano con forza quello che definiscono un attacco sistematico e pericoloso alla scienza e alle sue istituzioni, messo in atto dall’attuale amministrazione.
Un attacco senza precedenti alla scienza
Dal 20 gennaio, secondo quanto riportato nella missiva, il governo guidato da Donald Trump, con il supporto di figure di spicco come Elon Musk, avrebbe sistematicamente messo in discussione l’autonomia scientifica, limitando l’accesso alle informazioni, minacciando fondi, licenziando esperti e riscrivendo gli obiettivi di ricerca pubblica. Questo atteggiamento viene definito un pericolo concreto non solo per la comunità scientifica, ma per l’intero Paese.
“Abbiamo idee politiche diverse, ma siamo uniti nel difendere l’indagine scientifica indipendente. Stiamo lanciando un SOS”, scrivono i firmatari.
Le istituzioni accademiche sotto pressione
Uno dei temi più critici evidenziati nella lettera è la crescente repressione nei confronti delle università. Sono più di 50 gli istituti sotto indagine da parte dell’amministrazione, con pressioni per modificare programmi accademici e addirittura minacce di tagli ai finanziamenti pubblici. La Columbia University, ad esempio, è stata costretta a rivedere le proprie politiche interne per evitare la sospensione di fondi federali.
Queste misure vengono lette come strumenti per controllare la narrativa educativa e minare la libertà accademica. Il rischio è che vengano compromessi sia la qualità dell’istruzione superiore, sia i progressi della ricerca scientifica condotti all’interno di queste istituzioni.
Ordini esecutivi controversi e disinformazione
L’amministrazione ha firmato numerosi ordini esecutivi (EO) che hanno sollevato aspre critiche da parte di costituzionalisti e comunità scientifica. Tra questi:
- L’eliminazione di riferimenti a diversità e uguaglianza nelle agenzie federali
- La modifica degli obiettivi del programma Artemis della NASA
- Il ritiro degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità
A questi provvedimenti si aggiunge l’ostilità nei confronti delle minoranze accademiche e degli studenti internazionali, come dimostrano i casi di Rumeysa Ozturk e Mahmoud Khalil, fermati senza giustificazione apparente.
Licenziamenti e tagli nei centri di ricerca
In nome di un’efficienza economica non ben definita, il cosiddetto Dipartimento dell’Efficienza Governativa, diretto da Elon Musk, ha avviato licenziamenti di massa in enti fondamentali per la sicurezza pubblica e la ricerca ambientale, come:
- La NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration)
- Il Centro di Allerta Tsunami del Pacifico
- Il Laboratorio dei Grandi Laghi
Il risultato è un indebolimento delle capacità degli Stati Uniti di fronteggiare fenomeni naturali estremi, studiare il cambiamento climatico e pianificare strategie sanitarie efficaci.
Il caso Kennedy Jr. e la questione vaccini
Tra gli episodi più controversi figura anche il comportamento del Segretario alla Salute, Robert F. Kennedy Jr., che ha interrotto i lavori di preparazione al vaccino antinfluenzale e, secondo i ricercatori, ha sprecato risorse pubbliche nel promuovere disinformazione su un presunto legame tra vaccini e autismo, smentito da decenni di studi.
Queste scelte sono viste come una pericolosa deviazione dalla medicina basata su evidenze, con potenziali effetti devastanti sulla salute pubblica.
Un appello alla mobilitazione collettiva
La lettera si chiude con un forte invito all’azione, rivolto non solo alle istituzioni, ma a ogni cittadino americano:
“Chiediamo all’amministrazione di cessare il suo attacco totale alla scienza statunitense, e invitiamo il pubblico a unirsi a questo appello. La voce della scienza non deve essere silenziata.”
In un momento in cui la disinformazione può propagarsi più velocemente dei fatti, il messaggio degli scienziati è chiaro: la scienza è un bene collettivo, e difenderla significa proteggere il futuro stesso del Paese.