I mammiferi terrestri avevano iniziato la loro ascesa ben prima dell’impatto catastrofico
L’immagine classica dell’evoluzione post-apocalittica è ben nota: un asteroide colpisce la Terra circa 66 milioni di anni fa, spazzando via i dinosauri e lasciando spazio ai mammiferi, che da piccole creature arboricole avrebbero poi conquistato il suolo e il mondo. Ma cosa accadrebbe se questo racconto fosse solo una semplificazione?
Una nuova analisi paleontologica mette in discussione questa visione lineare. Secondo un recente studio pubblicato su Palaeontology, il passaggio dei mammiferi da una vita sugli alberi a uno stile di vita terrestre era già in corso prima dell’estinzione dei dinosauri. L’asteroide, dunque, non avrebbe innescato la trasformazione, ma avrebbe accelerato un processo già iniziato.
I segnali del cambiamento nei fossili del Cretaceo
A guidare questa indagine è stata Christine Janis, paleontologa dell’Università di Bristol, che insieme al suo team ha analizzato frammenti ossei risalenti al tardo Cretaceo, molto prima della catastrofe che segnò la fine dei dinosauri. L’obiettivo era chiaro: capire se i mammiferi avessero già iniziato ad abbandonare le cime degli alberi per il suolo prima che l’asteroide cambiasse per sempre l’ecosistema terrestre.
La chiave di lettura? Le superfici articolari delle ossa degli arti, ovvero le estremità delle ossa lunghe. Da queste piccole strutture si può intuire con precisione se un animale fosse più adatto a muoversi tra i rami o a camminare sulla terraferma. Queste informazioni, solitamente tratte da scheletri completi, sono state invece ricavate da frammenti molto piccoli, dimostrando quanto possa essere dettagliata l’analisi microfossile.
La flora in trasformazione e l’impatto sull’evoluzione
Un altro fattore chiave che ha influenzato questo cambiamento è l’evoluzione stessa del paesaggio. Verso la fine del Cretaceo, le piante da fiore – le angiosperme – iniziarono a diffondersi sempre più, creando habitat ricchi e diversificati sul suolo, a discapito delle foreste arboree più antiche. In altre parole, l’ambiente terrestre diventava progressivamente più favorevole alla vita a terra, offrendo nuove opportunità a chi sapeva adattarsi.
L’ipotesi emergente è che molti mammiferi teriani – cioè appartenenti ai gruppi dei placentati e dei marsupiali – stessero già esplorando un nuovo stile di vita più legato al terreno, proprio per rispondere a questi cambiamenti ambientali.
Mammiferi resilienti in un mondo in mutazione
Lo studio mette in discussione un concetto fondamentale: che l’evoluzione dei mammiferi sia stata innescata o accelerata principalmente dalla scomparsa dei dinosauri. In realtà, i mammiferi si stavano già diversificando e adattando a nuovi ambienti, ben prima che il cielo crollasse.
La selezione naturale, dunque, agiva già con forza, indirizzando l’evoluzione dei mammiferi verso nicchie ecologiche terrestri. L’estinzione dei dinosauri potrebbe aver semplicemente tolto un concorrente, ma non è stata la scintilla iniziale del cambiamento.
Una nuova narrativa evolutiva
Se questi risultati verranno confermati da ulteriori studi, sarà necessario rivedere la narrativa tradizionale dell’evoluzione post-estinzione. L’immagine di mammiferi impauriti che aspettavano timidamente il loro momento nei rami degli alberi potrebbe lasciare spazio a una nuova visione: quella di creature dinamiche, già in evoluzione, pronte a cogliere l’opportunità di espandersi in nuovi habitat.
E forse, più che la caduta di un asteroide, a plasmare il futuro della Terra è stato il graduale mutamento degli ecosistemi e la capacità di adattamento di specie resilienti come i mammiferi.