Un sondaggio rivela la sorprendente diffusione di una credenza pseudoscientifica tra gli americani
Più di quattro americani su dieci sono convinti che gli esseri umani e i dinosauri abbiano condiviso la Terra nello stesso periodo. Una convinzione che sembra uscita direttamente da un cartone animato come I Flintstones, ma che in realtà è stata documentata da un sondaggio del 2015 condotto da YouGov, che ha rivelato dati sorprendenti e, per certi versi, preoccupanti.
Cosa dice il sondaggio
Secondo l’indagine, il 27% degli intervistati riteneva “probabile” che dinosauri ed esseri umani abbiano vissuto insieme, mentre un ulteriore 14% credeva che ciò fosse “decisamente” vero. In altre parole, il 41% del campione abbracciava questa credenza. Di contro, solo il 25% ha escluso categoricamente questa possibilità, mentre il 18% si è detto “probabilmente” scettico. Un ulteriore 16% ha ammesso di non saper rispondere.
L’influenza della religione: il ruolo del creazionismo
Uno dei fattori determinanti emersi dal sondaggio è l’influenza delle credenze religiose, in particolare tra i cristiani “rinati”, un gruppo legato spesso a interpretazioni letterali della Bibbia. In questo segmento, il 56% crede che uomini e dinosauri siano stati contemporanei, mentre solo il 22% rifiuta questa ipotesi. Al contrario, tra i non “rinati”, il 51% respinge questa teoria, evidenziando un netto divario culturale e religioso.
Queste convinzioni trovano terreno fertile soprattutto nella corrente nota come Creazionismo della Giovane Terra, secondo la quale la Terra avrebbe un’età compresa tra i 6.000 e i 10.000 anni. Una visione in netto contrasto con la scienza moderna, che stima l’età della Terra in circa 4,5 miliardi di anni.
La prospettiva scientifica: uomini e dinosauri separati da milioni di anni
Dal punto di vista scientifico, l’idea che esseri umani e dinosauri abbiano convissuto è priva di fondamento. Tutte le prove a nostra disposizione – dai reperti fossili alla stratigrafia geologica, dalla datazione radiometrica alla biologia evolutiva – ci dicono che i dinosauri non-aviani si sono estinti circa 66 milioni di anni fa, in seguito all’impatto di un asteroide nella penisola dello Yucatán.
Il genere Homo, al contrario, è comparso solo tra 3 e 2,5 milioni di anni fa, e la nostra specie, Homo sapiens, si è evoluta in Africa non più di 300.000 anni fa. Questo significa che tra gli ultimi dinosauri e i primi esseri umani c’è un divario temporale di oltre 60 milioni di anni.
Il paradosso degli uccelli: dinosauri tra noi?
Un’eccezione affascinante a questa netta separazione temporale è rappresentata dai dinosauri aviani. I moderni uccelli – dai comuni piccioni fino agli struzzi – sono in realtà i discendenti diretti dei dinosauri teropodi piumati. Il clade Aves ha infatti superato l’estinzione di massa e oggi popola ogni angolo del pianeta.
Tecnicamente, quindi, potremmo dire che viviamo ancora insieme ai dinosauri, anche se in una forma molto diversa da quella immaginata da chi ha risposto “sì” al sondaggio. Difficile, però, pensare che queste persone stessero ragionando in termini di cladistica evolutiva.
Perché questa disinformazione persiste?
La persistenza di questa convinzione rivela una profonda frattura culturale negli Stati Uniti tra il pensiero scientifico e quello religioso. Ma è anche sintomo di una crisi dell’educazione scientifica, soprattutto in un’epoca in cui la disinformazione viaggia più veloce delle evidenze. Quando si parla di evoluzione, paleontologia o cosmologia, non basta avere a disposizione i dati: serve anche una formazione solida, accessibile e continua.
La scienza ci offre gli strumenti per leggere il passato con chiarezza e precisione, ma è evidente che, per molti, le narrazioni alternative – spesso più semplici e rassicuranti – risultano più attraenti della realtà. Il paradosso è che, nel tentativo di dare senso al mondo, si finisce per rifiutare proprio le conoscenze che lo spiegano meglio.