Un enigma sepolto nel tempo tra le pianure del Wyoming
Un’affascinante scoperta paleontologica nel cuore del Wyoming ha portato alla luce la più ampia concentrazione conosciuta di fossili di metoposauri temnospondili, antichi anfibi predatori delle dimensioni di un moderno coccodrillo. Questo straordinario ritrovamento, pubblicato sulla rivista PLOS ONE, mostra dozzine di scheletri sorprendentemente intatti, disposti in una configurazione che ricorda quasi una scena del crimine fossile. Ma la causa di questa morte collettiva, avvenuta circa 230 milioni di anni fa, resta ancora avvolta nel mistero.
Una fotografia istantanea di un’antica popolazione
Secondo Aaron Kufner, paleontologo dell’Università del Wisconsin-Madison e autore principale dello studio, la disposizione dei fossili fornisce una rara “istantanea di una singola popolazione”, piuttosto che l’accumulo graduale di resti nel tempo. I fossili appartengono alla specie Buettnererpeton bakeri e la loro eccezionale conservazione indica che i corpi non sono stati trasportati da correnti violente, come dimostrano anche le ossa delicate rimaste intatte e le posizioni non caotiche degli scheletri.
Ipotesi sulla causa della moria
L’antico luogo di sepoltura si trovava in una pianura alluvionale, come indicato dalla presenza di sabbia antica e sedimenti finemente stratificati. Gli studiosi ipotizzano che gli anfibi potessero essersi riuniti per riprodursi o cacciare, comportamenti comuni tra molte specie moderne. Un’ipotesi è che siano rimasti intrappolati in una depressione idrica a causa di un corso d’acqua ostruito. Tuttavia, non ci sono prove conclusive a sostegno di questa teoria, e rimane incerto se si tratti di un evento singolare o di un fenomeno ricorrente.
Un mistero ancora aperto nella storia dei temnospondili
L’eccezionalità del sito è resa ancora più evidente se confrontata con altri giacimenti fossili, dove i resti di metoposauri appaiono più sparsi, segno che spesso gli scheletri venivano spostati dal vento o dall’acqua. La scarsità di studi dettagliati su siti simili limita la possibilità di comprendere se eventi di morte di massa fossero comuni tra questi antichi anfibi o se questa sia un’anomalia eccezionale. I ricercatori sottolineano la necessità di ulteriori analisi su altri siti per poter fare confronti significativi e chiarire i modelli di sepoltura dei temnospondili in ambienti diversi.
Una nuova prospettiva sull’ecosistema triassico
Questa scoperta solleva domande cruciali sulla dinamica ecologica del Triassico superiore, un periodo critico per l’evoluzione della vita terrestre. I metoposauri, con le loro spesse ossa delle spalle e il corpo massiccio, erano perfettamente adattati alla vita acquatica, dove probabilmente tendevano imboscate a prede ignare. Ma cosa abbia causato la loro improvvisa scomparsa in massa rimane, almeno per ora, uno dei grandi enigmi preistorici ancora irrisolti.