Il “killer di città” è sotto controllo, ma resta una remota minaccia lunare
Un nome minaccioso e un soprannome da film apocalittico: 2024 YR4, l’asteroide battezzato “killer di città”, aveva inizialmente destato preoccupazione tra gli astronomi. Ma oggi possiamo tirare un sospiro di sollievo: la Terra è fuori pericolo. Almeno per ora.
Nessun rischio d’impatto con la Terra, ma occhio alla Luna
La probabilità che YR4 colpisca la Terra nel suo passaggio del 22 dicembre 2032 è scesa allo 0,001%, una percentuale così bassa da non essere più considerata allarmante. Tuttavia, lo stesso non si può dire per la Luna, che rimane potenzialmente nella traiettoria dell’asteroide.
Un team di ricercatori guidato dall’astronomo planetario Andrew Rivkin ha segnalato che, pur avendo escluso l’impatto con il nostro pianeta, esiste ancora una “probabilità non nulla” che YR4 possa colpire la Luna nel 2032.
Cosa potrebbe accadere se colpisse la Luna?
Per ora, non si hanno certezze sulle conseguenze di un eventuale impatto lunare. Le osservazioni future, previste a partire da maggio 2025 grazie al James Webb Space Telescope (JWST), saranno fondamentali per restringere la traiettoria e determinare la composizione esatta dell’asteroide.
Un successivo passaggio nel 2026 offrirà un’ulteriore occasione per monitorare da vicino dimensioni, orbita e caratteristiche chimico-fisiche dell’oggetto.
Quanto è grande YR4?
Le stime più affidabili, basate sulla luce riflessa e sulla firma spettrale osservata dal JWST, parlano di un diametro di circa 60 metri. A titolo di confronto, è più lungo di un Boeing 747.
Un impatto sulla Terra con un oggetto di queste dimensioni potrebbe rilasciare un’energia compresa tra 2 e 30 megatoni di TNT. Questo è paragonabile, o persino superiore, all’evento di Tunguska del 1908, che devastò un’area di oltre 2.000 km² nella taiga siberiana. Per dare un’idea più concreta: la bomba nucleare più potente mai testata dagli Stati Uniti rilasciò circa 15 megatoni.
La minaccia non è finita
Nonostante le rassicurazioni, YR4 continuerà a passare vicino alla Terra nei suoi viaggi attorno al Sole. Ogni passaggio offre agli scienziati una nuova occasione per affinare i modelli orbitali e aggiornare le previsioni. Più dati significano anche una maggiore comprensione del comportamento e della natura dell’asteroide.
La sua composizione, ancora incerta, potrebbe rivelarsi rocciosa, il che aumenterebbe il potenziale distruttivo in caso di impatto. La riflettività osservata finora suggerisce che non si tratta di un semplice cumulo di polvere cosmica, ma di un oggetto solido e compatto.
Perché la Luna conta (anche per noi)
Un impatto sulla Luna potrebbe sembrare un evento lontano, ma le sue implicazioni potrebbero interessare anche la Terra, specie se l’urto generasse detriti in grado di interferire con satelliti o alterare, anche minimamente, l’equilibrio delle maree e la rotazione lunare. Anche se il rischio è contenuto, non è irrilevante.
Prossimi passi nella sorveglianza celeste
La missione ora è chiara: continuare a monitorare YR4 in modo costante. Maggio 2025 rappresenta una tappa chiave, ma gli anni successivi saranno cruciali per definire con precisione il destino dell’asteroide e della nostra Luna.
Nel frattempo, possiamo stare tranquilli: non è in arrivo nessun armageddon terrestre. Ma tenere gli occhi al cielo – e le antenne dritte – resta una priorità per l’umanità.