Un fenomeno geologico silenzioso si sta verificando sotto il Midwest degli Stati Uniti, dove la litosfera sta lentamente perdendo consistenza. Frammenti della crosta terrestre si stanno staccando e sprofondando nel mantello superiore del pianeta, in un processo conosciuto come gocciolamento litosferico. Questa dinamica, appena rilevata, è stata identificata grazie a sofisticati dati sismici che mostrano come il cratone nordamericano, una delle strutture geologiche più antiche e stabili, stia subendo un graduale assottigliamento.
Il meccanismo avviene quando la parte inferiore della crosta rocciosa si riscalda abbastanza da permettere la fusione parziale della roccia. Si formano così delle gocce dense di materiale che, diventando sempre più pesanti, si staccano e precipitano lentamente nelle profondità del pianeta. Questo fenomeno ricorda un esperimento con gocce di pece, ma su una scala planetaria e geologicamente molto più lenta. In alcune zone del mondo, come nelle Ande o nell’Anatolia, queste trasformazioni interne provocano pieghe visibili sulla superficie, ma nel caso del Midwest gli effetti sono per ora nascosti nel sottosuolo.
Il gruppo di ricerca, coordinato da esperti dell’Università del Texas ad Austin e dell’Università di Scienza e Tecnologia della Cina, ha utilizzato una mappa tomografica tridimensionale basata sui dati sismici raccolti dall’EarthScope Consortium. Questo approccio ha permesso di osservare con estrema precisione la zona tra mantello profondo e litosfera superficiale, rivelando anomalie che suggeriscono un’attività intensa al di sotto del cratone.
Un altro elemento centrale della scoperta è il ruolo della placca tettonica Farallon, un’antica formazione geologica che si trova a circa 600 chilometri dalla zona interessata. Sebbene quasi completamente subdotta sotto la placca nordamericana, la sua presenza nel mantello inferiore sembra deviare i flussi di materiale caldo, erodendo progressivamente la base del cratone. Questo processo potrebbe essere aggravato da gas e materiali volatili rilasciati dai resti della placca Farallon, che contribuirebbero a indebolire ulteriormente la litosfera.
Sebbene l’attività sia concentrata sotto il Midwest, le conseguenze di questo processo interessano un’area più ampia del continente. Gli studiosi sottolineano però che si tratta di fenomeni estremamente lenti, che si sviluppano su scale temporali di milioni o miliardi di anni, e che non comportano alcun rischio immediato per gli abitanti del Nord America. Tuttavia, la scoperta rappresenta un passo avanti fondamentale nella comprensione dei meccanismi interni del pianeta, offrendo nuove prospettive sull’origine, la trasformazione e l’evoluzione dei continenti.