Un’origine sorprendente per una struttura fondamentale
Nel vasto mondo dell’evoluzione animale, uno degli enigmi più duraturi riguarda la comparsa dell’ano. Contrariamente a quanto si possa pensare, questa apertura non è una caratteristica universale nel regno animale. Secondo un nuovo studio scientifico pubblicato su bioRxiv, l’ano potrebbe aver avuto in origine una funzione riproduttiva. La ricerca si è concentrata su una particolare creatura marina primitiva, lo Xenoturbella bocki, che possiede solo una singola apertura per alimentazione ed escrezione.
L’indizio nel verme marino Xenoturbella bocki
Gli scienziati hanno osservato che questi animali privi di ano maschili rilasciano lo sperma attraverso un gonoporo, una piccola apertura genitale, mentre le femmine emettono le uova dalla bocca. Il gonoporo maschile si trova nella parte posteriore del corpo, una posizione che ha attirato l’attenzione degli studiosi per la sua possibile connessione con l’intestino evolutivamente successivo.
Un legame genetico tra intestino e gonoporo
Utilizzando tecniche di modellazione molecolare, i ricercatori hanno scoperto che i geni coinvolti nello sviluppo del gonoporo negli acoelomorfi (gruppo che comprende anche lo Xenoturbella) sono gli stessi geni che, in animali più evoluti, sono espressi nella formazione dell’intestino posteriore e dell’ano. Questo suggerisce che il foro genitale maschile possa aver rappresentato il primo passo evolutivo verso la formazione di un ano funzionale nei bilateri, gruppo a cui appartengono anche gli esseri umani.
La teoria del foro multiuso
Secondo l’evoluzionista Andreas Hejnol, dell’Università di Bergen, una volta che un organismo sviluppa un’apertura, questa può assumere nuove funzioni: da canale per la riproduzione a sbocco per l’escrezione. Gli studiosi non escludono che in un passato remoto potesse esistere un sistema digestivo cieco, che solo in seguito abbia acquisito un’apertura posteriore in connessione con il gonoporo.
Un pezzo mancante nell’evoluzione dei bilateri
Max Telford, dell’University College London, sottolinea che Xenoturbella bocki potrebbe persino aver perso l’ano in una fase successiva della sua evoluzione. Resta il fatto che questo studio fornisce prove genetiche significative a favore di una origine comune tra l’ano dei bilateri e il foro per lo sperma dei loro antenati.
Una nuova prospettiva sull’evoluzione anatomica
I risultati offrono un punto di vista del tutto innovativo e provocatorio sull’origine di una struttura che oggi consideriamo fondamentale e scontata. Se confermata, questa teoria rivoluzionerebbe il modo in cui interpretiamo la storia evolutiva dell’apparato digerente e riproduttivo nei primi animali complessi.