Aumenta l’attività solare: la Terra sotto osservazione
Un nuovo brillamento solare ha agitato le acque dello spazio il 1° aprile, quando alle 8:46 italiane (0646 GMT) una potente eruzione di classe M5.6 è esplosa dalla regione attiva AR4046. Si tratta della stessa macchia solare che, pochi giorni fa, aveva generato un evento di classe X accompagnato da una espulsione di massa coronale (CME), evento che aveva già messo in allerta gli osservatori del meteo spaziale.
Questa volta però, lo scenario cambia: AR4046 è entrata nella cosiddetta “zona di impatto terrestre”, ovvero quella porzione della superficie solare che guarda direttamente verso la Terra. Ciò significa che qualsiasi nuova CME originata da questa regione ha alte probabilità di colpire il nostro pianeta.
Possibili aurore e tempeste geomagnetiche in vista?
Gli esperti sono in attesa di conferme: se anche questo brillamento sarà seguito da una espulsione di massa coronale, potremmo assistere a un aumento significativo dell’attività geomagnetica. Le aurore boreali, di solito visibili solo ad alte latitudini, potrebbero scendere più a sud, offrendo spettacoli luminosi anche in zone insolitamente temperate.
Tra gli effetti possibili:
- Tempeste geomagnetiche moderate o forti
- Disturbi alle comunicazioni radio HF
- Problemi ai sistemi GPS e alle operazioni satellitari
- Possibili blackout radio nei voli ad alta quota
Questi eventi, sebbene potenzialmente critici per la tecnologia, rappresentano anche una rara opportunità per osservare aurore boreali e australi anche in località in cui solitamente non si manifestano.
Occhi puntati anche sulla regione AR4048
L’attenzione degli scienziati non si ferma ad AR4046. Un’altra regione emergente, denominata AR4048, sta attirando l’interesse degli osservatori. Sebbene non sia ancora completamente visibile dalla Terra, ha già mostrato segnali di forte instabilità, emettendo diversi brillamenti minori.
Questa regione potrebbe diventare protagonista nei prossimi giorni, una volta che ruoterà completamente verso il nostro pianeta. Secondo le previsioni del NOAA, le probabilità di un brillamento di classe X sono attualmente stimate al 25% entro tre giorni. Un evento di questa portata, se associato a una CME, potrebbe innescare tempeste geomagnetiche intense, con conseguenze a livello globale.
Monitoraggio costante: come restare aggiornati
Chi desidera seguire l’evoluzione del meteo spaziale e cogliere l’occasione per avvistare le aurore può contare su alcune app dedicate. Tra le più utilizzate:
- My Aurora Forecast & Alerts (iOS e Android): per sapere quando e dove aspettarsi un’aurora, in base alla tua posizione.
- Space Weather Live (iOS e Android): per monitorare in tempo reale le condizioni solari, il livello Kp e le possibilità di attività geomagnetica.
Questi strumenti si rivelano preziosi sia per gli appassionati di astronomia sia per chi lavora in settori che possono essere influenzati dalle condizioni solari.
Un ciclo solare che promette spettacolo
Il Sole si trova in una fase crescente del suo ciclo di 11 anni, e gli ultimi mesi hanno confermato una tendenza verso un’attività più intensa. I brillamenti di classe M e X sono tornati a essere frequenti, e le CME hanno già causato alcune tempeste geomagnetiche moderate.
Questo scenario promette ulteriori fenomeni nei prossimi mesi, con il picco dell’attività solare previsto tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Per gli astrofili e gli appassionati di cielo, si tratta di un’opportunità imperdibile per ammirare le meraviglie delle aurore, ma anche di una fase in cui restare informati diventa cruciale per prevenire eventuali disagi tecnologici.