Le donne percepiscono i suoni in modo più sensibile rispetto agli uomini
Una recente ricerca pubblicata su Scientific Reports ha evidenziato come la sensibilità uditiva non sia determinata soltanto dall’età, ma risenta fortemente anche del sesso biologico. I dati emersi mostrano che le donne risultano avere una risposta uditiva più acuta in confronto agli uomini, con una differenza media di circa due decibel nella sensibilità dei peli cocleari, rilevata attraverso il test TEOAE (Emissioni Otoacustiche Evocate Transitorie).
L’età passa in secondo piano: il sesso è il principale fattore biologico
Gli studiosi hanno coinvolto 448 soggetti sani distribuiti in cinque Paesi: Ecuador, Inghilterra, Gabon, Sudafrica e Uzbekistan. In tutti i modelli di analisi, il sesso è risultato essere il principale fattore biologico associato alle variazioni nella sensibilità cocleare, superando di gran lunga l’incidenza dell’età. Questo contraddice la convinzione diffusa secondo cui invecchiare sia la causa dominante della perdita dell’udito.
Ambiente e stile di vita: anche il luogo dove si vive conta
Al di là dei fattori biologici, anche le condizioni ambientali hanno dimostrato un’influenza significativa. Secondo i ricercatori, vivere in ambienti naturali e forestali favorisce una maggiore capacità uditiva, mentre abitare in aree urbane o ad alta quota tende a diminuire la sensibilità dell’orecchio interno.
Le differenze tra uomini e donne non si spiegano solo con l’esposizione ai rumori
Uno degli aspetti più sorprendenti dello studio è che le differenze uditive tra i sessi non sembrano legate soltanto all’esposizione a rumori dannosi, spesso maggiore negli uomini. Le donne, infatti, superano gli uomini anche in altri test uditivi, suggerendo una funzionalità superiore dell’orecchio. Secondo le ipotesi, ciò potrebbe derivare da una diversa esposizione ormonale durante le prime fasi dello sviluppo.
Implicazioni cliniche: nuove strade per la personalizzazione degli apparecchi acustici
Queste scoperte aprono nuove prospettive nella prevenzione della perdita uditiva e nell’adattamento degli apparecchi acustici a specifiche popolazioni. La comprensione delle variazioni naturali nell’udito umano potrà infatti migliorare sensibilmente le tecnologie audio-mediche e renderle più efficaci su base personalizzata.
Un campo di ricerca ancora poco esplorato ma ricco di potenziale
Il lavoro scientifico appena pubblicato rappresenta una delle prime indagini su vasta scala che analizza la funzionalità dell’orecchio interno in relazione a sesso, età e ambiente. Tuttavia, gli autori sottolineano la necessità di ulteriori approfondimenti, in particolare per chiarire se tali differenze siano di origine biologica, culturale o ambientale.