Uno studio sui topi suggerisce un legame tra restrizione calorica e aumento del desiderio sessuale
Il digiuno intermittente continua a sorprendere. Conosciuto soprattutto per i suoi benefici su peso corporeo, salute metabolica e longevità, ora potrebbe aggiungere un altro effetto collaterale positivo alla lista: un aumento del desiderio sessuale, anche in età avanzata.
Sebbene il calo della libido sia comunemente associato all’invecchiamento — soprattutto nelle donne — è una condizione che colpisce anche gli uomini. Circa il 26% degli uomini oltre i 70 anni riferisce un abbassamento dell’interesse sessuale. Tuttavia, nuovi risultati suggeriscono che intervenire sullo stile di vita, ad esempio con periodi regolari di digiuno, potrebbe offrire una soluzione naturale e inaspettata.
Uno studio sorprendente: più desiderio nei topi che digiunano
Un team internazionale di scienziati, partito con l’intento di valutare gli effetti del digiuno sulla fertilità, ha scoperto un dato inatteso. I topi maschi sottoposti a un regime di digiuno intermittente (24 ore di cibo libero alternate a 24 ore di digiuno) hanno mostrato una maggiore attività sessuale, indipendentemente dall’età.
Non solo: questi topi hanno anche avuto un numero sorprendentemente elevato di prole, sebbene i loro organi riproduttivi non mostrassero miglioramenti fisiologici. Il cambiamento, quindi, non era ormonale, ma comportamentale. In altre parole, il digiuno ha reso i topi più attivi sessualmente, compensando i limiti legati all’età.
Il ruolo della serotonina
Il punto chiave sembra essere la serotonina, un neurotrasmettitore noto per i suoi effetti regolatori sul comportamento sessuale. Livelli più alti di serotonina, infatti, sono stati collegati a una riduzione del desiderio sessuale. Basti pensare agli effetti collaterali di alcuni antidepressivi SSRI, che agiscono proprio su questo neurotrasmettitore.
Durante lo studio, i topi maschi che seguivano il regime di digiuno presentavano livelli più bassi di serotonina nel cervello, il che potrebbe aver eliminato un freno naturale alla libido. Il legame è particolarmente interessante se si considera che la serotonina è prodotta anche a partire dal triptofano, un amminoacido introdotto attraverso l’alimentazione. Digiunare significa assumere meno triptofano e, quindi, potenzialmente abbassare la serotonina.
E negli esseri umani?
Sebbene si tratti ancora di un’ipotesi da verificare, i ricercatori non escludono che questi risultati possano essere applicabili anche alle persone. Il ruolo della serotonina è infatti simile tra topi e umani, e il comportamento sessuale umano è da tempo oggetto di studio in relazione ai cambiamenti neurochimici.
Secondo i ricercatori, per notare eventuali benefici del digiuno sulla libido umana, sarebbe necessario un periodo minimo di almeno sei settimane, se non fino a sei mesi. Questo intervallo di tempo sembra essere quello che nei topi ha dato i risultati più evidenti.
Una nuova frontiera per la salute sessuale
Se confermato, il digiuno intermittente potrebbe rappresentare una strategia non farmacologica utile per chi vive una condizione di calo della libido. Sarebbe una soluzione semplice, economica e potenzialmente priva di effetti collaterali significativi, al contrario di molte terapie attualmente disponibili.
Inoltre, potrebbe offrire un approccio personalizzabile, integrabile con altri cambiamenti nello stile di vita come una migliore alimentazione, più attività fisica e una maggiore attenzione al benessere psicologico.
Perché parlarne?
La libido è un indicatore importante della salute globale e della qualità della vita. Ristabilire o rafforzare il desiderio sessuale non riguarda solo la sessualità in sé, ma anche la connessione emotiva, la riduzione dello stress, il rafforzamento del sistema immunitario e un generale miglioramento dell’umore.
Questo nuovo filone di ricerca apre quindi uno spazio affascinante per riflessioni e sperimentazioni future. Un semplice cambiamento nelle abitudini alimentari potrebbe avere effetti profondi non solo sul corpo, ma anche sulla mente e sulle relazioni affettive.