Un gruppo di ingegneri e ricercatori si prepara a raggiungere Ilulissat, in Groenlandia, per condurre i primi test operativi con droni ad alta velocità progettati per affrontare le condizioni proibitive dell’Artico. Questo progetto pionieristico mira a rivoluzionare il monitoraggio delle calotte glaciali, offrendo una metodologia più rapida, precisa e accessibile rispetto agli strumenti attualmente utilizzati.
Il punto focale dell’iniziativa è il ghiacciaio Sermeq Kujalleq, situato nel celebre Ilulissat Icefjord, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. È qui che i droni dovranno dimostrare la loro capacità di operare in ambienti estremi, fornendo dati fondamentali sulla velocità di ritiro dei ghiacciai, uno degli indicatori più evidenti del cambiamento climatico globale.
Fino ad oggi, l’osservazione delle calotte polari si è basata su satelliti e su voli con equipaggio, tecnologie affidabili ma costose e spesso poco flessibili. I droni, invece, promettono un’alternativa sostenibile e in grado di garantire un monitoraggio quasi in tempo reale, con una copertura molto più capillare del territorio.
Grazie alla combinazione di intelligenza artificiale, sistemi GPS avanzati e sensori ambientali di ultima generazione, questi droni saranno in grado di rilevare con precisione variazioni minime nel profilo dei ghiacci, nella loro densità e nelle temperature superficiali. L’obiettivo finale è creare una rete operativa che consenta agli scienziati di seguire l’evoluzione dei ghiacciai in maniera continua, con aggiornamenti frequenti e informazioni georeferenziate.
Questa missione rappresenta un passo decisivo nella ricerca climatica e potrebbe aprire la strada a un utilizzo esteso dei droni per il controllo di altre zone sensibili del pianeta, dall’Antartide alle catene montuose dell’Asia centrale, dove le calotte si stanno sciogliendo con ritmi allarmanti.