Il morbillo è molto più di una semplice eruzione cutanea
Il morbillo, spesso sottovalutato come una malattia dell’infanzia, può avere conseguenze devastanti sull’organismo umano. L’attuale epidemia scoppiata nel Texas occidentale a gennaio 2025, con centinaia di casi confermati anche in New Mexico e Oklahoma, ha riacceso l’attenzione su una delle infezioni più contagiose al mondo. Sebbene la copertura vaccinale negli Stati Uniti sia storicamente elevata, la malattia ha iniziato a circolare in modo più aggressivo, con esposizioni avvenute in ambienti affollati come aeroporti, treni e strutture sanitarie.
Effetti immediati: i polmoni e il sistema immunitario sotto attacco
Una volta entrato nell’organismo, il virus si lega a specifiche proteine sulle cellule respiratorie, penetrando in esse per replicarsi e distruggerle. Questo processo si verifica inizialmente nel tratto respiratorio superiore e nei polmoni, compromettendo la capacità respiratoria. Ma il danno più critico si verifica quando il virus infetta le cellule immunitarie, diffondendosi poi ai linfonodi e da lì all’intero organismo.
Il risultato è una pericolosa soppressione immunitaria, che rende l’organismo vulnerabile ad altre infezioni. Circa un bambino su venti sviluppa polmonite da morbillo, la principale causa di morte infantile legata al virus. La situazione si complica ulteriormente quando il virus raggiunge il sistema nervoso centrale, dove può provocare encefaliti, portando in alcuni casi a cecità, sordità o danni cerebrali permanenti.
Il morbo della memoria immunitaria cancellata
Tra gli aspetti più allarmanti del morbillo vi è la sua capacità di causare “amnesia immunitaria”. Studi recenti hanno dimostrato che l’infezione può cancellare fino al 75% degli anticorpi preesistenti, esponendo chi ne è colpito a infezioni precedentemente debellate. Questo effetto può durare mesi, se non anni, e costringe il sistema immunitario a “ricominciare da zero” nel suo repertorio difensivo, fino a quando non viene riformato tramite nuove infezioni o vaccinazioni.
Panencefalite sclerosante subacuta: una minaccia a lungo termine
Tra le complicazioni più tragiche vi è la panencefalite sclerosante subacuta, una forma di demenza progressiva che compare diversi anni dopo la guarigione apparente dal morbillo. Questa condizione, quasi sempre letale, si manifesta in circa 1 persona su 25.000 e colpisce con maggiore frequenza i bambini infettati prima del primo anno di età. Studi recenti indicano che non è necessario un ceppo “speciale” del virus: il morbillo può mutare all’interno del corpo e sviluppare la capacità di infettare il cervello.
La chiave è la prevenzione: l’efficacia del vaccino
Un ciclo completo di due dosi del vaccino contro il morbillo offre una protezione del 97%. La sua importanza è cruciale: ogni individuo non vaccinato esposto al virus ha una probabilità su dieci di infettarsi. Nonostante la ricerca su terapie con anticorpi sia in corso, la vaccinazione resta il mezzo più sicuro e potente per prevenire le complicazioni più gravi. Con un virus così aggressivo e capace di causare danni sistemici permanenti, la prevenzione diventa una responsabilità collettiva.