Un esempio raro di mimetismo nei volatili
Nel cuore delle foreste tropicali di Panama, la natura sorprende ancora con un adattamento che ha dell’incredibile: un pulcino di colibrì che imita l’aspetto minaccioso di un bruco velenoso per scoraggiare i predatori. Non si tratta di un comportamento noto nella famiglia dei colibrì, ma di un caso unico di mimetismo batesiano, osservato per la prima volta in modo documentato da un gruppo di ricercatori che studiavano il comportamento dei jacobini dal collo bianco (Florisuga mellivora).
Un nido scoperto per caso, una scoperta sorprendente
Durante i mesi di febbraio e marzo 2024, un team di ricercatori ha avuto la rara fortuna di monitorare un nido attivo di colibrì. Dopo oltre due settimane di osservazione attenta, è nato un pulcino che ha subito destato stupore: ricoperto di piume bianche, lunghe e soffici, appariva straordinariamente simile a un bruco peloso appartenente a famiglie locali come Megalopygidae e Saturniidae. Questi bruchi non solo sono minacciosi per l’aspetto, ma sono anche dotati di peli urticanti capaci di infliggere punture dolorosissime o addirittura danni gravi.
Il comportamento che inganna i predatori
Oltre all’aspetto, il pulcino ha mostrato comportamenti mimetici sorprendenti. Quando una vespa carnivora si è avvicinata al nido, il piccolo ha iniziato a scuotere la testa con movimenti simili a quelli di un bruco disturbato. Questo gesto ha probabilmente convinto l’insetto a non attaccare, portandolo ad allontanarsi. L’interazione è stata osservata in diretta dal team di ricerca, che ha trattenuto il respiro per il timore di un attacco: un momento intenso che ha confermato l’efficacia del camuffamento.
Mimetismo batesiano: quando l’apparenza salva la vita
Il comportamento osservato rientra nel cosiddetto mimetismo batesiano, una strategia evolutiva in cui una specie innocua imita una specie pericolosa per evitare i predatori. In questo caso, il pulcino sembra impersonare perfettamente un bruco tossico, sfruttando sia l’aspetto visivo che il comportamento motorio. È la prima volta che questo tipo di mimetismo viene documentato nei colibrì, aprendo nuove strade alla ricerca sull’evoluzione delle strategie anti-predatorie negli uccelli.
Piume o camuffamento naturale?
Un altro elemento interessante è che il nido stesso era ricoperto da semi pelosi dell’albero di Balsa, il che potrebbe aver contribuito al mimetismo o, in alternativa, suggerire che le piume siano un adattamento mimetico ambientale, piuttosto che una vera imitazione di un animale. Questo duplice camuffamento – il pulcino e il nido – potrebbe agire in sinergia per massimizzare la possibilità di sopravvivenza.
Strategie di sopravvivenza nei colibrì femmina
Le femmine di colibrì, si sa, sono maestre della strategia. In precedenza, sono state osservate mentre imitavano i maschi per ottenere maggiore accesso alle risorse alimentari, evitando scontri con i maschi dominanti. Questa nuova scoperta suggerisce che la mimica nei colibrì possa essere più diffusa e diversificata di quanto si pensasse.
Un fenomeno isolato o una scoperta che apre nuovi scenari?
Sebbene non siano stati trovati esempi simili in altre specie di colibrì durante la ricerca online, il team non esclude che questa strategia possa esistere anche in altre specie, magari meno studiate o difficili da osservare. Alcuni colibrì hanno effettivamente piume soffici sul dorso, ma in quantità molto inferiori rispetto al jacobino dal collo bianco. Potrebbe trattarsi quindi di una variante più estrema di un tratto già presente in forma latente.
Il mistero delle piume mimetiche resta ancora da decifrare del tutto, ma questa scoperta rappresenta una finestra affascinante su quanto l’evoluzione possa essere creativa e sorprendente. Nel mondo naturale, anche il più fragile dei cuccioli può nascondere un’arma evolutiva potente come l’inganno visivo.31