Negli scavi della Domus Aurea, l’imponente palazzo fatto costruire dall’Imperatore Nerone dopo il devastante incendio del 64 d.C., è stato rinvenuto un reperto eccezionale: un massiccio frammento di pigmento blu egiziano puro, del peso di 2,4 chilogrammi. Questa scoperta, paragonabile per dimensioni a un pompelmo, getta nuova luce sulle straordinarie tecniche decorative impiegate nell’antichità per abbellire le sontuose residenze imperiali di Roma.
Un tesoro nascosto nei depositi di colori
Durante le recenti campagne di scavo all’interno della Domus Aurea, gli archeologi hanno individuato due ampi bacini che contenevano resti di pigmenti colorati utilizzati per la decorazione delle pareti. Tra questi sono emerse tracce di ocra rossa e gialla, ma la scoperta più sorprendente è stata senza dubbio il grande lingotto di blu egiziano, un pigmento pregiatissimo e altamente ricercato nel mondo antico.
La Domus Aurea, costruita dopo il Grande Incendio che distrusse gran parte della città e per il quale lo stesso Nerone fu accusato, era un simbolo della sua sfarzosa visione del potere. Le sue stanze lussuose, ornate con affreschi straordinari e innovative soluzioni architettoniche, includevano la celebre coenatio rotunda, una sala da banchetto con un sofisticato meccanismo in grado di ruotare, riproducendo il movimento del cielo.
Il blu egiziano: il pigmento dei sovrani
Il blu egiziano era un materiale raro e pregiato, utilizzato nell’arte antica per creare effetti realistici nelle rappresentazioni pittoriche. Con esso si aggiungevano profondità e luminosità agli occhi delle figure, si valorizzavano le pieghe degli abiti e si conferivano toni più freschi e naturali alla pelle dei personaggi.
Le prime attestazioni dell’uso del blu egiziano risalgono alla metà del III millennio a.C. in Egitto e Mesopotamia, ma il suo utilizzo si diffuse rapidamente in tutto il Mediterraneo antico. Uno dei principali centri di produzione era Alessandria, anche se si sa che il pigmento veniva realizzato anche nella Penisola Italiana. Tracce di questo straordinario colore sono state rinvenute persino tra le rovine di Pompei, sepolta dall’eruzione del 79 d.C..
Un’indagine che svela i segreti degli artigiani romani
Gli studiosi del Parco Archeologico del Colosseo stanno analizzando questo eccezionale ritrovamento per comprendere meglio come gli artigiani romani lavorassero con il blu egiziano e in che modo venisse applicato nelle decorazioni.
“Il fascino trasmesso dalla profondità di questo pigmento blu è incredibile” ha dichiarato Alfonsina Russo, Direttore del Parco Archeologico del Colosseo. “Ancora una volta, la Domus Aurea emoziona e rivela la brillantezza dei colori utilizzati dai pittori che hanno abilmente decorato le stanze di questo prezioso e raffinato palazzo imperiale.”
Questa scoperta conferma ancora una volta l’opulenza e il livello artistico che caratterizzavano le decorazioni della Domus Aurea, un vero gioiello della Roma Imperiale, che ancora oggi continua a sorprendere il mondo con i suoi segreti nascosti.