La riapertura della centrale nucleare di Palisades, nel Michigan, sta suscitando preoccupazioni sulla salute pubblica. Sebbene i funzionari statali la considerino una risorsa strategica per un futuro energetico più sostenibile, i dati epidemiologici sollevano interrogativi sui possibili effetti delle radiazioni sulla popolazione locale.
Aumento dei tumori nella contea di Van Buren
Prima che l’impianto iniziasse le sue operazioni nel 1971, il tasso di mortalità per cancro nella contea di Van Buren era inferiore alla media nazionale. Tuttavia, negli ultimi vent’anni, il dato ha registrato un aumento superiore al 13% rispetto alla media statunitense, segnando un netto peggioramento rispetto all’8% sotto la media prima dell’apertura della centrale.
Per le persone sotto i 35 anni, il cambiamento è ancora più evidente: il tasso di decessi per cancro è passato dal 38% sotto la media nazionale al 50% sopra.
La centrale di Palisades: da chiusura a riapertura
L’impianto, uno dei più vecchi del paese, era destinato alla dismissione nel 2022. Tuttavia, dopo l’acquisto da parte della Holtec International, l’azienda ha ottenuto un prestito federale da 1,5 miliardi di dollari per riattivare l’impianto già a partire dal prossimo autunno, con l’intento di mantenerlo in funzione almeno fino al 2051.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio piano di rinascita dell’energia nucleare negli Stati Uniti, che prevede anche la possibile riapertura di Three Mile Island, il sito del più grave incidente nucleare della storia americana.
Le preoccupazioni della comunità locale
Molti residenti temono le conseguenze sulla salute e l’accumulo di rifiuti radioattivi lungo le sponde del Lago Michigan. Tra i più critici c’è Bruce Davis, membro del Sierra Club del Michigan, che ha vissuto per anni vicino alla centrale e ha avviato un sondaggio sulla salute della comunità.
Le sue preoccupazioni sono personali: nel 2003, sua moglie è stata diagnosticata con un cancro alla tiroide e, poco dopo, lo stesso è accaduto a sua madre e sua sorella. Pur vivendo in stati diversi, tutte avevano trascorso molte estati a Palisades Park, a ridosso del reattore.
Davis, insieme all’epidemiologo Joseph Mangano, ha intervistato 702 residenti che vivono entro un miglio dalla centrale. L’indagine ha evidenziato che gli abitanti della contea di Van Buren hanno una probabilità cinque volte superiore di sviluppare tumori alla tiroide rispetto alla media nazionale.
Radiazioni e rischi per la salute
Le centrali nucleari producono materiale radioattivo che deve essere isolato per migliaia di anni. Se ingerite attraverso cibo o acqua, le particelle radioattive possono alterare le cellule della ghiandola tiroidea, aumentando il rischio di tumori e malattie.
Studi precedenti hanno mostrato tendenze simili anche vicino ad altre centrali nucleari, come quella di Vogtle, in Georgia, dove il tasso di mortalità per cancro è passato dal 7% sotto la media nazionale al 13% sopra dopo l’attivazione dei reattori.
Perdite radioattive e sicurezza dell’impianto
Negli anni, Palisades ha registrato diversi episodi di contaminazione. Tra gli incidenti più rilevanti:
- 2013: perdita di 90 galloni al giorno di acqua radioattiva nel Lago Michigan, causando una chiusura di cinque settimane.
- 2015: fuoriuscita di 100 galloni di acqua contaminata da un tubo difettoso.
- 2012: rilascio di 50 galloni di acqua radioattiva a seguito di un guasto a una valvola.
Nonostante ciò, la Holtec International e la Commissione di Regolamentazione Nucleare (NRC) assicurano che la centrale è sicura e che i livelli di radiazioni rilasciate nell’ambiente sono ben al di sotto dei limiti regolamentari.
Un futuro incerto per la salute pubblica
Mangano e Davis sostengono che le analisi ufficiali siano insufficienti, poiché considerano solo i dati dal 2001 al 2020, escludendo i decenni precedenti, quando i livelli di radiazioni potrebbero aver già influenzato la salute della popolazione.
Mentre la NRC prosegue con le verifiche tecniche per la riattivazione della centrale, la comunità locale resta divisa tra il bisogno di energia e il timore per possibili impatti sulla salute ancora poco compresi.