Le stelle, da sempre oggetto di fascinazione e studio, sono gli elementi chiave della nostra galassia e responsabili della formazione di numerosi elementi chimici presenti nella tavola periodica. Il nostro Sole, ad esempio, è il motore della vita sulla Terra, ma la sua esistenza non è eterna. Ogni stella segue un processo evolutivo ben preciso, che varia in base alla sua massa e ad altri fattori. Dalla loro nascita nelle nebulose fino alla loro estinzione, che può portare alla formazione di nane bianche, stelle di neutroni o buchi neri, le stelle vivono cicli che modellano l’universo.
Come nascono le stelle?
Le stelle prendono forma all’interno di nebulose, immense nubi di gas e polveri disperse nello spazio. All’interno di queste regioni, il gas inizia ad addensarsi sotto l’effetto della gravità, creando aree con una densità crescente. Con il tempo, questi ammassi di materia collassano su sé stessi, generando un aumento di temperatura e pressione.
In questa fase iniziale, il corpo celeste viene chiamato protostella. Solo quando il suo nucleo raggiunge temperature sufficientemente elevate per innescare la fusione nucleare, ovvero la trasformazione dell’idrogeno in elio, si può dire che è nata una stella vera e propria.
Secondo la NASA, il processo di fusione nucleare è ciò che permette alle stelle di brillare e rilasciare energia. Questa reazione genera una pressione che contrasta la forza gravitazionale, mantenendo la stella in equilibrio per milioni o miliardi di anni, a seconda della sua massa iniziale.
Il destino delle stelle di piccola e media massa
Le stelle più piccole, come le nane rosse, consumano il loro idrogeno molto lentamente, il che permette loro di vivere per centinaia di miliardi di anni. Alcune di queste stelle potrebbero essere tra i corpi celesti più antichi dell’universo.
Il nostro Sole, invece, è una stella di media grandezza e segue un destino diverso. Dopo circa 10 miliardi di anni di vita, il suo idrogeno inizierà a esaurirsi, costringendo la stella a fondere elio e altri elementi più pesanti, come il carbonio. Durante questa fase, il Sole si espanderà diventando una gigante rossa, aumentando enormemente il suo volume e inglobando probabilmente alcuni pianeti interni del Sistema Solare, tra cui Mercurio e Venere.
Dopo questa fase, gli strati esterni della stella verranno espulsi nello spazio, formando una nebulosa planetaria, mentre il nucleo residuo collasserà in una nana bianca, un oggetto estremamente denso e caldo, ma destinato a raffreddarsi nel corso di miliardi di anni.
Le stelle più massicce e la loro spettacolare fine
Le stelle più grandi, con una massa superiore a otto volte quella del Sole, attraversano un’evoluzione più turbolenta. Dopo aver bruciato il loro idrogeno, passano alla fusione di elementi sempre più pesanti, come carbonio, neon, ossigeno, silicio, fino ad arrivare al ferro. A questo punto, però, la fusione non è più in grado di produrre energia sufficiente a contrastare la forza gravitazionale.
Il risultato è un collasso catastrofico del nucleo, che porta alla formazione di una supernova, un’esplosione estremamente violenta che rilascia un’enorme quantità di energia e disperde gli elementi chimici nello spazio. Ciò che resta della stella può trasformarsi in una stella di neutroni o, se la massa residua è sufficientemente grande, in un buco nero, un corpo celeste con una gravità così intensa da non permettere nemmeno alla luce di sfuggire.
Quando le stelle diventano buchi neri?
Non tutte le stelle massicce si trasformano in stelle di neutroni. Se la massa del nucleo residuo dopo una supernova supera una certa soglia critica, la gravità diventa così intensa che la stella collassa su sé stessa senza fine, dando origine a un buco nero stellare.
In alcuni casi, anche le stelle di neutroni possono formare buchi neri se acquisiscono massa aggiuntiva, ad esempio fondendosi con un’altra stella di neutroni o con un buco nero preesistente. Questo tipo di collisioni genera fenomeni cosmici noti come kilonovae, esplosioni meno potenti di una supernova, ma comunque in grado di rilasciare una grande quantità di energia.
Il ciclo cosmico della materia
La morte delle stelle non segna la fine della loro influenza nell’universo. Gli elementi chimici rilasciati dalle supernove e dalle giganti rosse arricchiscono il mezzo interstellare, contribuendo alla formazione di nuove nebulose da cui nasceranno altre stelle.
Anche i buchi neri possono influenzare il processo di formazione stellare. Quando una stella viene inghiottita da un buco nero, parte della sua materia viene rilasciata nello spazio sotto forma di getti di plasma, che possono dare origine a nuove strutture cosmiche.
Secondo gli astrofisici, le supernove avvengono a un ritmo di circa una ogni due secondi nell’universo, ma con le attuali tecnologie ne possiamo osservare solo una frazione, circa 10.000 all’anno. Questo dimostra che l’universo è in continua evoluzione, con le stelle che nascono e muoiono ogni giorno, alimentando il ciclo infinito della materia cosmica.