Una nuova e affascinante specie di murena, recentemente identificata nelle oscure acque delle foci fluviali del Centro Indo-Pacifico, ha ricevuto un nome che rende omaggio al dio greco degli inferi, Ade. La Uropterygius hades, così battezzata, deve il suo nome non solo alla sua colorazione scura, che le consente di mimetizzarsi perfettamente nel fango, ma anche al significato stesso del nome Ade, ovvero “l’invisibile”. La scelta del nome è stata ispirata dal Dr. Wen-Chien Huang, principale autore dello studio che ha descritto questa nuova specie. Huang ha tratto ispirazione dall’interpretazione cinematografica di Ade da parte di Ralph Fiennes nel film Scontro tra Titani.
Questa murena, con caratteristiche uniche e comportamenti insoliti, sta già attirando l’attenzione degli scienziati per le sue straordinarie capacità di adattamento e per le sue peculiarità comportamentali, come il suo insolito metodo di scavo utilizzando la coda.
Una scoperta rara e inattesa
Le murene appartengono a una famiglia di pesci che conta circa 230 specie, delle quali solo una vive principalmente in acqua dolce. Anche tra le specie marine, poche tollerano le basse salinità tipiche degli habitat estuarini, come le foci dei fiumi. Per questo motivo, la scoperta di una murena specialista di ambienti estuarini è stata particolarmente sorprendente.
La Uropterygius hades è stata scoperta per puro caso da tre ricercatori della National Sun Yat-sen University. Il team stava esplorando una grotta lungo il fiume sotterraneo di Puerto Princesa, nelle Filippine, alla ricerca di un’altra murena conosciuta, la Uropterygius cyamommatus, nota per i suoi caratteristici occhi “a fagiolo”. Tuttavia, ciò che hanno trovato è stata una murena completamente diversa: una femmina di U. hades, con una colorazione scura uniforme e un aspetto slanciato.
Un adattamento all’oscurità
La Uropterygius hades non si distingue solo per il suo aspetto. Quando è stata catturata e osservata in un serbatoio, ha mostrato un comportamento unico: ha iniziato a scavare nel substrato utilizzando la coda per prima, un’attitudine rara tra le murene. Inoltre, questa specie presenta occhi più piccoli e un numero ridotto di pori sensoriali sulla testa, caratteristiche che sembrano essere utili per sopravvivere nelle torbide acque delle foci dei fiumi, dove il sedimento in sospensione può limitare la visibilità.
Questi adattamenti suggeriscono che la U. hades sia una scavatrice eccellente, in grado di sopravvivere e prosperare in ambienti fangosi e oscuri. Gli studiosi ipotizzano che questa murena si nasconda frequentemente tra rocce o foglie cadute di mangrovie, sfruttando il suo corpo snello e il comportamento di scavo per mimetizzarsi ed evitare i predatori.
Sensibilità alla luce e vita negli estuari
Durante le osservazioni, è stato notato che la U. hades mostra una spiccata sensibilità alla luce, cercando costantemente di nascondersi quando esposta a fonti luminose. Questo comportamento conferma che la specie è probabilmente adattata a vivere in condizioni di scarsa illuminazione, tipiche degli estuari e delle acque torbide. La combinazione di occhi piccoli e una preferenza per gli ambienti bui suggerisce che questa murena si affidi maggiormente alla chemiorecezione – il rilevamento chimico di prede o potenziali minacce – piuttosto che alla vista.
Secondo gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista scientifica ZooKeys, questi tratti rappresentano un’ulteriore prova delle straordinarie capacità adattative di questa specie. La Uropterygius hades si distingue come un raro esempio di murena che vive in ambienti estuarini torbidi, un habitat in cui poche specie riescono a prosperare.