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La rivoluzione della ricerca medica: i “mini Cervelli” coltivati da tessuto cerebrale fetale

By Mirko Rossi
Published 10 Gennaio 2024
4 Min Read
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Per la prima volta nella storia, un gruppo di scienziati è riuscito a coltivare organoidi cerebrali umani, comunemente chiamati “mini cervelli”, a partire ⁣da tessuto cerebrale fetale umano. Nonostante le loro dimensioni ridotte, paragonabili a quelle ‌di un chicco di riso, questi organoidi potrebbero⁣ rappresentare una svolta significativa nello studio dello sviluppo e delle malattie del cervello.

Contents
La⁣ novità: mini cervelli da tessuto fetaleLa complessità degli organoidiIl potenziale nella modellazione ‌del cancro cerebrale

 

Negli ultimi anni, la ricerca sugli organoidi ha conosciuto ⁢un’espansione senza precedenti. La possibilità di generare⁣ repliche in miniatura ⁣di organi, ‍che vanno dallo stomaco ai reni, fino a un intero “corpo su​ chip”, potrebbe rivoluzionare il ​campo della ricerca medica.

Gli organoidi cerebrali, che hanno origine da cellule staminali umane, hanno già dimostrato di rispondere a stimoli‍ visivi, di ⁢essere utilizzati ⁢per riparare tessuti cerebrali danneggiati nei ratti e di essere infettati dal COVID-19⁢ per studiare i danni che il virus può arrecare al sistema nervoso. Un mini cervello è stato persino fuso con hardware informatico per creare un biocomputer ibrido.

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La⁣ novità: mini cervelli da tessuto fetale

Nonostante questi incredibili progressi, fino ad ora c’era ‍una limitazione nella coltivazione degli organoidi cerebrali umani. L’unica opzione​ disponibile era quella di utilizzare cellule‌ staminali embrionali o pluripotenti, che venivano indirizzate lungo il ⁣corretto percorso di sviluppo mediante un cocktail di molecole molto specifiche, processo che poteva richiedere molto tempo.

Ora, i ricercatori hanno scoperto un metodo per produrre mini cervelli direttamente da tessuto cerebrale ​fetale.

La complessità degli organoidi

Sebbene di dimensioni ridotte, gli organoidi contengono diversi tipi di ‍cellule e mantengono ‌caratteristiche specifiche delle parti del‌ cervello da cui derivano. Ad esempio, continuano a rispondere a varie molecole segnale che dirigono ​lo sviluppo cerebrale durante la crescita del feto, il che significa che potrebbero essere utilizzati per fornire nuove intuizioni su questo processo estremamente complesso.

 

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Il potenziale nella modellazione ‌del cancro cerebrale

Poiché ​gli organoidi crescono rapidamente, il team ha deciso di testare il loro ⁢potenziale nella modellazione del cancro cerebrale. Utilizzando la ​tecnica ‌di editing genetico CRISPR-Cas9, hanno ⁤mutato un ⁣gene del cancro chiamato TP53.⁢ Dopo tre mesi, le cellule mutate​ avevano ‍preso il sopravvento, proprio come fanno le cellule tumorali.

In seguito, hanno utilizzato la stessa tecnica per alterare tre geni associati al glioblastoma, un tipo di cancro cerebrale,⁢ e hanno testato l’effetto di alcuni farmaci antitumorali sugli organoidi mutanti. Questo è solo⁢ uno ⁤dei modi‌ in cui questi mini cervelli potrebbero essere utilizzati⁤ nella ricerca scientifica futura.

 

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Gli organoidi possono crescere felicemente ‍in laboratorio per​ più di sei mesi e possono essere moltiplicati, il che significa che⁣ gli scienziati‌ possono ripetere i loro esperimenti su organoidi simili per aumentare l’affidabilità​ dei loro risultati. Il tessuto utilizzato per coltivare​ gli organoidi ‍in⁤ primo ⁣luogo non ‌è una risorsa infinita, quindi è importante che il suo utilizzo sia massimizzato il più possibile.

Il tessuto fetale utilizzato nella ricerca è stato donato da persone che hanno interrotto la gravidanza tra la 12ª e la 15ª settimana di gestazione. I donatori ⁢sono ⁢rimasti completamente anonimi e hanno dato il pieno consenso all’uso dei tessuti nella ricerca sullo sviluppo degli organi.

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