Le prime immagini del telescopio SPHEREx anticipano una rivoluzione astronomica
Il nuovo telescopio spaziale della NASA, SPHEREx, ha compiuto un passo fondamentale nella sua missione, regalando agli scienziati una prima occhiata sull’universo attraverso l’infrarosso. Lanciato dalla base di Vandenberg, in California, e alloggiato presso l’Astrotech Processing Facility, lo strumento si prepara a rivoluzionare lo studio dell’evoluzione cosmica con una visione senza precedenti del cielo.
Un nome accattivante per una missione cosmica ambiziosa
SPHEREx, acronimo di Spectro-Photometer for the History of the Universe, Epoch of Reionization, and Ices Explorer, è stato selezionato nel 2019 come parte del programma Medium Explorer della NASA. Il suo obiettivo è tanto ambizioso quanto affascinante: misurare la storia della formazione delle galassie, esplorare la distribuzione dei ghiacci interstellari, e indagare sulle origini delle molecole d’acqua nelle culle stellari.
Tecnologia innovativa per scrutare oltre la polvere cosmica
Equipaggiato con sei rilevatori spettroscopici, SPHEREx cattura la luce infrarossa in una gamma di lunghezze d’onda che spazia da 0,75 a 5,0 micron. Questa tecnologia consente di penetrare la polvere che oscura la luce visibile, rivelando dettagli celati all’occhio umano. Ogni rilevatore analizza la luce in 17 bande distinte, generando uno spettro complessivo di 102 tonalità per ogni esposizione. A differenza dei classici filtri, SPHEREx utilizza filtri “tinti d’arcobaleno” che modulano la luce in modo graduale, permettendo una lettura più continua dello spettro cosmico.
Un cielo tutto da mappare: quattro scansioni in due anni
Durante la sua missione biennale, il telescopio effettuerà quattro scansioni complete del cielo, osservando centinaia di milioni di oggetti attraverso un numero di lunghezze d’onda mai raggiunto prima. Le immagini non calibrate diffuse dalla NASA, catturate il 27 marzo, rappresentano una tappa cruciale: sei rilevatori, ognuno con un campo visivo distinto, hanno immortalato porzioni sovrapposte del cielo, trasformando la luce infrarossa in colori visibili per l’interpretazione scientifica.
Un sistema perfettamente funzionante e pronto all’osservazione
Secondo gli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory, SPHEREx ha superato con successo tutti i controlli post-lancio. I sistemi risultano operativi e stabili, con l’hardware che si sta portando alla temperatura di funzionamento di circa -210 °C. Questa condizione è essenziale per evitare che il calore interferisca con i delicati strumenti infrarossi.
Le immagini iniziali confermano che la messa a fuoco è corretta, un aspetto fondamentale dato che non può essere modificato in orbita. L’entusiasmo del team è palpabile, come espresso da Olivier Doré, responsabile scientifico del progetto presso Caltech e NASA JPL: “Il nostro veicolo spaziale ha aperto i suoi occhi sull’universo e sta funzionando esattamente come previsto.”
Un futuro ricco di scoperte nel cuore dell’Universo
Con l’inizio delle operazioni scientifiche previsto per la fine di Aprile, SPHEREx promette di offrire una mappa tridimensionale del cielo con un livello di dettaglio mai ottenuto prima. Astronomi di tutto il mondo attendono con impazienza i dati, che potrebbero rispondere a domande fondamentali sull’origine dell’acqua nella nostra Galassia e sulla nascita dell’Universo stesso. Grazie a SPHEREx, il cosmo diventa sempre più leggibile, aprendo scenari nuovi per la comprensione della nostra esistenza nel vasto panorama celeste.