Durante le prime settimane di Gennaio e Febbraio 2025, l’asteroide 2024 YR4 aveva catturato l’attenzione degli astronomi e dell’opinione pubblica dopo che le prime stime avevano indicato una possibilità su 83 di impatto con la Terra entro il 2032, pari a circa l’1% di rischio. Un valore apparentemente basso ma sufficiente a generare preoccupazioni concrete. Tuttavia, con l’aggiornamento dei dati orbitali, entro la fine di Febbraio, la probabilità di collisione è stata praticamente azzerata, lasciando spazio alla curiosità scientifica per l’analisi approfondita di questo piccolo ma interessante oggetto celeste.
Recentemente, il telescopio spaziale James Webb ha dedicato parte del suo tempo di osservazione al 2024 YR4, utilizzando i suoi strumenti NIRCam (Near-Infrared Camera) e MIRI (Mid-Infrared Instrument) per catturare immagini dettagliate in luce visibile e infrarossa. Le analisi hanno rivelato che l’asteroide misura circa 60 metri di diametro, un valore equivalente all’altezza di un edificio di quindici piani. Secondo Andy Rivkin del Laboratorio di Fisica Applicata dell’Università Johns Hopkins, questi dati rappresentano un’importante occasione per studiare da vicino un oggetto di dimensioni contenute che ha comunque sfiorato i criteri per una minaccia potenziale.
Le osservazioni termiche hanno mostrato che 2024 YR4 si riscalda e si raffredda con estrema rapidità, un comportamento inusuale rispetto agli asteroidi di dimensioni maggiori. Questo fenomeno sarebbe causato da una rotazione molto veloce e da una superficie composta prevalentemente da rocce di dimensioni medio-grandi, simili a pugni, piuttosto che da polveri sottili. Queste caratteristiche suggeriscono una struttura più ruvida e meno coesa, indicativa di un oggetto relativamente giovane o frammentato.
Secondo Rivkin, l’utilizzo del JWST per osservare asteroidi di questo tipo è fondamentale per sviluppare strategie future di difesa planetaria. In caso di una futura minaccia reale, la possibilità di conoscere in anticipo le proprietà fisiche di un asteroide – dalla composizione alla velocità di rotazione, fino al comportamento termico – permetterebbe agli scienziati di intervenire con maggiore precisione e tempestività.
Il lavoro condotto sul 2024 YR4 è stato pubblicato sulla rivista Research Notes of the AAS, offrendo alla comunità scientifica un riferimento importante per migliorare la preparazione globale contro possibili impatti futuri. Questa osservazione, oltre a placare i timori iniziali, ha fornito un’occasione unica per affinare le tecniche di monitoraggio e risposta a eventuali corpi celesti pericolosi.